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DOMUS DE JANAS: LE CASE DELLE FATE

Le misteriose tombe del Neolitico in Sardegna

In Sardegna, nel ventre di Madre Terra, c’è un misterioso mondo sotterraneo rappresentato da oltre 3500 tombe scavate nella roccia a partire dalla metà del Neolitico medio (circa 4500 a.C.) e utilizzate per almeno 2000 anni, talvolta fino in età storica. Ispirati dal ciclo della Natura e dal concetto di vita-morte-rinascita, le genti sarde del tempo crearono attraverso i secoli degli “uteri di pietra” per far riposare i loro cari “addormentati”, affidandoli alle braccia della Dea Madre e alla forza del Toro, come semi piantati in terra nell’attesa del risveglio a una nuova vita.

Montessu, Villaperuccio, foto G.Concu

 

Scavate in massi isolati o su costoni rocciosi spesso a formare delle necropoli, queste migliaia di sepolture a carattere collettivo caratterizzano ancora oggi il paesaggio della Sardegna ed emanano un incanto magico che ha ispirato leggende popolari che si riflettono nella varietà dei nomi con cui sono state definite: da forreddos (fornetti), a domos de sos nanos (case dei nani) e domus de jannas (casa delle porte). Ma il nome adottato ufficialmente è domus de janas (case delle fate), perché la strutturazione a camere ispirò la leggenda che fossero dimore (domus) in cui degli esseri fatati (le janas) custodivano immensi tesori d’oro e argento.

 

Sas Concas, Oniferi, foto G.Concu

 

Le domus de janas non sono le uniche tombe a grotticella del Mediterraneo: in Sardegna però mostrano un’origine, uno sviluppo e degli aspetti peculiari e grandiosi: infatti le genti del Neolitico scolpirono, incisero e dipinsero emblemi divini e figure propiziatorie sulle pareti di oltre 200 sepolcri mostrando notevoli capacità artigianali e artistiche e una devozione basata su un universo simbolico che desta ancora oggi grande meraviglia: corna bovine, coppelle, spirali, figure antropomorfe e geometriche, elementi architettonici per una casa ideale, sa domu appunto, con camere, “false porte” e finestre per la vita nel mondo dell’oltretomba. Le caratteristiche architettoniche e simboliche delle domus de janas rappresentano un patrimonio unico e inestimabile e una delle più complete testimonianze di tutto il Mediterraneo della spiritualità, dei culti funerari e dei miti fondanti delle genti del Neolitico.

 

Sas Concas, Loc.Oniferi, foto di G.Concu

 

Le necropoli più grandi sono quelle di Montessu (Villaperuccio, 39 tombe) e Anghelu Ruju (Alghero, 38). La prima si trova nel Sulcis, all’interno di un suggestivo anfiteatro roccioso: le trentanove domus de janas sono distribuite in quattro gruppi: nel gruppo orientale spiccano la Tomba delle spirali e la Grutta de is proccus; nel gruppo occidentale, la tomba Sa cresiedda presenta un vasto padiglione e due colonne cilindriche; poco più a sud, la Tomba delle corna presenta magnifiche riproduzioni di protomi o forse di imbarcazioni. In altre tombe sono ancora visibili tracce di pittura rossa e gialla.

Montessu, Villaperuccio, foto di G.Concu

 

NECROPOLI DI MONTESSU

Giorni e orari di visita:

Da Ottobre a Marzo dalle ore 09:00 alle ore 17:00

Da Aprile a Settembre dalle ore 09:00 alle ore 19:00

Aperto dal martedì alla domenica – Giorno di chiusura: lunedì

Contatti:
Tel: 0781 1888258
Whatsapp: +39 340 7433521
Email parcomontessu@gmail.com

 

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