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Ph di Giulio Concu

Grazia Deledda, voce immortale della Sardegna più vera

Nel cuore della Sardegna, immerso fra aspri paesaggi e tradizioni secolari, nasceva nel 1871 una stella della letteratura sarda e italiana: Grazia Deledda. La cittadina di Nuoro, sua culla natale, le donò un’anima intrisa di profumi mediterranei e di storie antiche destinate a risuonare nelle sue opere come echi di montagne selvagge e un mondo ancora arcaico di pastori e banditi, ma anche autentico e genuino.

Fin da giovane, Grazia tradusse in parole la poesia che la circondava. Nei suoi numerosi romanzi, influenzati dal naturalismo francese, tratteggiò a tinte vivaci la sua terra, raccontando la vita difficile e fiera della gente della Barbagia legata indissolubilmente al ciclo della natura. Con maestria, Grassiedda, come la chiamavano a Nuoro, esplorò le profondità dell’animo umano, svelando passioni tormentate, segreti inconfessabili e la forza indomita delle donne. I suoi personaggi, plasmati da una vita dura e volitiva, lottano contro le avversità e le ingiustizie sociali, cercando il proprio posto nel mondo.

La sua scrittura, ricca di lirismo e realismo, conquistò presto il cuore dei lettori e della critica, e nel 1926 arrivò il coronamento di un sogno: il Premio Nobel per la Letteratura. Così, Grazia, partita da una terra povera e pressoché sconosciuta, divenne la prima e per ora unica donna italiana a ricevere il prestigioso riconoscimento, consacrando la sua voce come una delle più importanti della letteratura mondiale.

Nonostante il successo internazionale, Grazia non dimenticò mai le sue radici. Roma, dove si trasferì dopo il trionfo del Nobel, divenne la sua seconda casa, ma il suo cuore rimase sempre legato alla Sardegna, alla Barbagia, al suo amato Monte Ortobene.

Nel 1936 la sua voce si spense per sempre lasciando un vuoto incolmabile nel panorama letterario. Ma la sua eredità vive immortale nelle sue opere, tradotte in numerose lingue e ancora oggi capaci di emozionare e di essere d’ispirazione per autori e autrici contemporanei.

La casa della sua famiglia a Nuoro, trasformata in un bel museo, custodisce i manoscritti, le lettere e gli oggetti personali di Grazia. Un luogo per immergersi nella poetica atmosfera dei suoi romanzi all’interno di un’antica dimora barbaricina.

La salma di Grazia, trasportata a Nuoro nel 1959, venne deposta all’interno della chiesetta della Solitudine, ai piedi del Monte Ortobene. È un luogo di pellegrinaggio irrinunciabile per gli amanti della sua letteratura, come omaggio a una donna che con la sua mente e la sua forza interiore ha regalato al mondo la bellezza e il mistero dell’anima della Sardegna più arcaica.

 

info e prenotazioni Museo Deleddiano 

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