IL BATTITO DEL SACRO

Il volto antico dell’estate sarda

Se il mare è il confine della Sardegna, i riti ancestrali sono le sue fondamenta: un in- treccio indissolubile di fede incrollabile e un’estetica che non ha eguali nel Mediterraneo poiché affonda le radici nel design arcaico dei riti, dei simboli, dei costumi e degli ornamenti. Se partecipi a uno di questi eventi smetterai davve- ro di essere un semplice turista per diventare testimone di un’identità viva, che profuma di incenso, di campagna e di orgoglio.

Il 6 e 7 luglio, il santuario di Santu Antine a Sedilo diventa il teatro di S’Ardia, una festa unica e spettacolare. È la vera solennità del popolo sardo che vi condensa secoli di identità rurale e pastorale. Non è una gara ma la rievocazione della battaglia di Ponte Milvio tra l’imperatore Costantino e Massenzio. Quando il capocorsa, “sa prima pandela”, lancia il suo cavallo al galoppo in una discesa vertiginosa verso l’arco del santuario, gli uomini della scorta lo difendono dall’assalto ideale degli altri cavalieri, in un turbine di polvere, spari a salve e prove di corag- gio. Dopo i giri rituali intorno alla croce e al tempio, le pandelas consegnano gli stendardi al parroco. Il rito si ripete identico l’indomani mattina, dopo una notte di baldoria e devozione. Il mondo dell’Ardia celebra la maestria dei sellai e dei maniscalchi e l’uomo e il cavallo diventano un’unica, potente rappresentazione della Sardegna in movimento.

Un consiglio: l’Ardia più nota si svolge il pomeriggio del 6 luglio. Arriva presto e posizionati sulle colline che sovrastano il santuario per una vista panoramica della corsa. Ricorda che l’Ardia della mattina del 7 è spesso più suggestiva per la luce e la minore calca.

Il 14 agosto, Sassari rinnova il voto cinquecentesco alla Vergine Assunta con la “Faradda di li Candareri”. Tredici imponenti colonne lignee vengono tra- sportate a spalla tra la folla. Il rito inizia la mattina con la vestizione, durante la quale ogni cero viene ornato con i colori e i simboli dei Gremi. Una menzione speciale merita la vestizione del Gremio dei Massai, che si svolge solennemente presso l’Ex Palazzo di Città in via Vittorio Emanuele II alla presenza delle autorità. La discesa dei Candelieri è una danza: i portatori fanno ruotare i ceri fino al suggestivo “bacio”, segno di rispetto tra le corporazioni. Lungo il percorso, il brin- disi “a zent’anni!” suggella il legame tra istituzioni e popolo. Inserita dal 2013 nel Patrimonio UNESCO, la festa culmina nella chiesa di Santa Maria di Betlem con lo scioglimento del voto.

Un consiglio: arriva presto la mattina del 14 per assistere alle vestizioni nelle sedi dei Gremi: è lì che si respira l’intimità del rito prima del caos festoso.

L’ultima settimana di agosto, la città di Nuoro ospita una festa che si svolge dal 1901 in omaggio alla statua che fu posta sulla sommità del Monte Ortobene in occasione del Giubileo per il nuovo secolo. La festa si divide tra la solennità del pellegrinaggio religioso verso la vetta del monte e una

grandiosa sfilata dei costumi tipici, con migliaia di figuranti che arrivano da tutta la Sardegna per rendere omaggio al Cristo Redentore. Mentre sfilano i costumi, punta gli occhi sui ricami di seta, sull’orbace pesante, sugli ori filigranati e sui fazzoletti ricamati. È l’apoteosi del design tessile sardo: ogni costume è un pezzo unico di artigianato che richie- de mesi di lavoro manuale. “Su cantu a tenore” e il suono degli organetti che riecheggiano per le vie della città, aggiungono una dimensione ancestrale a questo spettacolo di colori.

Un consiglio: non perdere il “Festival Regionale del Folklore” la sera stessa della sfilata: è l’occasione per vedere i balli tipici eseguiti con un rigore tecnico e una passione travolgenti.

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