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Il muto di Gallura, bandito ed eroe tragico

Nelle lande selvagge della Gallura, dove il maestrale fischia impetuoso fra i picchi granitici, nacque Bastiano, un bambino segnato dal destino. Nato muto, con un’onta che già pesava sul suo nome, deriso ed emarginato dai suoi coetanei, Bastiano crebbe all’ombra del dolore sullo sfondo della tremenda faida che dal 1850 al 1856 sconvolse il territorio del paese di Aggius, covando un fuoco di vendetta nel cuore.

Diventato un uomo forte e fiero, si trasformò in un bandito indomito. La sua furia seminava terrore tra i nemici e le autorità, mentre la sua lama vendicava l’onta della famiglia in un tragico riscatto di sangue e dolore. Eppure, un raggio di sole illuminò la sua vita oscura: l’amore per Gavina, donna dal cuore puro. Ma Gavina era destinata a un cugino che non era né muto né latitante, e che poi sposò lasciando nel cuore di Bastiano un dolore inconsolabile. Braccato come animale, Bastiano fuggì tra le montagne: la sua libertà divenne il bene più caro, e la sua vita errante tra boschi e rocce un esilio silenzioso fino alla morte, avvenuta forse per mano di un altro latitante.

La leggenda del Muto di Gallura fu alimentata dal libro scritto da Enrico Costa nel 1884, che raffigura l’anima del banditismo in Gallura, la tragicità delle faide e della vendetta, in una storia epica, in un momento in cui il banditismo in Sardegna e in particolare in Gallura veniva represso con ferocia da parte del nascente Stato italiano. Nato a causa dell’oppressione feudale, il banditismo sardo era divenuto infatti una forma di resistenza contro l’autorità e un modo per sfuggire alla fame e alla servitù. Bastiano Tansu, come tanti altri banditi, divenne un eroe temuto ma capace di conquistare la simpatia del popolo, emblema della complessità e delle contraddizioni del brigantaggio. Un fenomeno che ha segnato la storia e la cultura della Gallura, lasciando un’eco indelebile fra le valli e le montagne.

La storia di Bastiano Tansu è tornata sotto i riflettori nel 2021 dopo il successo del film “Il muto di Gallura”, interamente girato in Sardegna da Matteo Fresi e prodotto da Fandango con Rai Cinema, (nella foto).
Nel bel paese di Aggius, epicentro del banditismo gallurese ottocentesco, si può visitare l’interessante “Museo del banditismo” (nella foto in basso), che raccoglie documentazioni storiche del fenomeno che caratterizzò la Gallura per circa tre secoli, dalla metà del Cinquecento in periodo spagnolo alla metà dell’Ottocento sotto la dominazione dei Piemontesi.

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