Uno degli eventi identitari più affascinanti in Sardegna, che viene celebrato nei paesi dell’interno nei mesi meno affollati di turisti, è il carnevale tipico, “su carrasegare”, un rito ancestrale molto diverso dagli allegri e spensierati carnevali moderni. Si tratta, infatti, di una cerimonia che aveva importanti funzioni sociali poiché era legata alla fine dell’inverno e mirava a propiziare la rinascita della Natura e l’abbondanza dei raccolti.
Per questo iniziava a metà gennaio con l’accensione di grandi falò attorno a cui si inscenavano libagioni, danze sacre a carattere sessuale e riti di travestimento con cupe maschere antropo-zoomorfe per simboleggiare la dura e crudele lotta tra gli uomini e la Natura. Con il tempo, la Chiesa cercò di reprimere gli aspetti più cruenti e sconci e vietò di indossare le maschere con le corna che ricordavano il diavolo; ma i culti persistettero, talvolta evolvendo in riti propiziatori per la fine della siccità che in alcuni paesi venivano celebrati fino pochi decenni fa.
Gli elementi tipici dei carnevali sardi sono: banchetti con fave, lardo e vino nuovo; questue di casa in casa; personaggi con il viso nascosto dalla fuliggine o da una maschera lignea; una vittima legata alla fune che viene controllata da alcuni guardiani; un pupazzo dalle fogge umane che viene processato, condannato al rogo e pianto in attesa della resurrezione della Natura.
Tra le maschere più emblematiche vi sono i Mamuthones di Mamoiada che, controllati alla fune dagli Issohadores, mettono in scena la lotta fra le forze oscure e primordiali. Nel carnevale di Ottana i Boes e i Merdules incarnano la lotta tra istinto animalesco e ragione umana. Le maschere dei Thurpos di Orotelli inscenano i gesti quotidiani del pastore e dell’agricoltore. Altre maschere significative sono Su Bundu di Orani, che invoca il dio del vento per propiziare la mietitura, S’Urtzu di Fonni, vittima metà uomo e metà caprone, e la maschera di Su Battileddu di Lula, che incarna la figura della vittima sacrificale evocando cruenti riti di morte e di rinascita legati al ciclo agrario.



