Le sculture in ceramica di stampo iperrealista di Augusto Mola, le donne senza volto di Mabi Sanna, tra memorie e proiezioni, la materia come paesaggio interiore nelle opere di Luciano Melis, i riflessi di luce su vele spiegate e ali forgiate in ferro di Roberto Ziranu, il metallo che diventa racconto contemporaneo nei lavori firmati Bam Design. Ancora, gli abiti da sposa di Laura Podda in un trionfo di ricami, tulle lavorati artigianalmente, broccati, sete, orbace, le tessiture pregiate delle sorelle Fanunza, Flaviana, Simona e Sandra. Sette differenti visioni, generi, stili e linguaggi per creare meraviglia, bellezza, ma anche consapevolezze e spunti di riflessione sull’ attualità. Da atelier, laboratori e fucine di città e paesi emergono dipinti, sculture, incisioni, ceramiche, manufatti di artigianato artistico nati dal recupero, in chiave moderna, di antiche arti. Sette interessanti realtà tra arte, artigianato artistico e design dove, come un fil rouge, si staglia una Sardegna custode di sapienze, cultura, miti e una storia identitaria da raccontare con le nuove espressioni creative e gli “arnesi” del presente.
LE SUE VELE SPIEGATE AL VENTO

Roberto Ziranu
Ziranu è un marchio inconfondibile dell’ar- tigianato artistico sardo nel mondo. Dalla fucina di via Limbara, a Nuoro, i suoni metallici del martello sull’incudine risuonano, come a scandire le fasi della forgiatura e brunitura e della fiammatura, unica nel suo genere. Le opere di Roberto Ziranu hanno la forma di farfalle, pregiati corpetti, omaggio alle donne. Ancora la sua arte si fa strada attraverso i ritratti sbalzati di Grazia Deledda, Eleonora d’Arborea, Gigi Riva, code di balene che risalgono dagli abissi, vele e ali sospinte dal vento verso Singapore, Tokyo, Los Angeles, Guadalupe. Tre le ha dedicate ai bambini di Gaza, per colorare i loro sogni con le sfumature oro-rame e blu cobalto. Ha ereditato un’arte antica, Roberto Ziranu, quinta generazione di una famiglia di fabbri di Orani, suo paese natale. L’apprendistato con suo padre Sil- verio, nella bottega che frequentava fin da quando era bambino, lo ha messo a frutto nel dialogo tra arcaico e contemporaneo, memoria collettiva e ricerca personale. “Cercavo il colore in questo materiale povero e ruvido, dalla sperimentazione sono venuti fuori i riflessi di luce”. Come quelli che illuminano un angolo della basilica di Assisi dove una rondine, donata dall’artista a San Francesco, simboleggia il desiderio di volare, oltre ogni confine, per trovare, la meraviglia e il senso più puro dell’arte.
MEMORIE E PROIEZIONI FUTURE, Mabi Sanna

Dipinti a olio, installazioni in fiber art. Sedie, abiti tradizionali sardi, processioni notturne nella visione di Mabi Sanna sono elementi quotidiani che diventano simboli universali. Si svela un universo femminile dal carattere evanescente nelle opere della polie- drica artista cagliaritana. Le installazioni di design tessile sono create riportando nuova vita sedie destinate al macero. Lo schienale indossa un bustino a intreccio, rappresenta le “donne senza volto”, metafore del corpo femminile.
Le tele tratteggiano le ‘Donne portate dal vento’, “quel maestrale che spira forte – spiega Mabi Sanna – simbolo del cambiamento cui le donne sarde, con tenacia e flessibilità, riescono di volta in volta ad adattarsi”. Il filo rosso è il connubio tra se- gno antico e contemporaneo, l’intreccio tra memoria personale e collettiva. “Le mie donne – sottolinea l’artista autodidatta, avvocata di professione – non sono ritratti, ma archetipi: madri, figlie, sorelle, custodi di memoria. Sono figure che rappresentano l’identità femminile nel suo mistero e nella sua forza, ma anche la spersonalizzazione che attraversa la nostra epoca”. Le opere di Mabi Sanna parlano di dignità, memoria, rinascita.
IL PROFILO CONTEMPORANEO nelle ceramiche di Augusto Mola

Iclassici della ceramica a soggetto sardo rivivono, rivestiti di contemporaneità nelle opere del cagliaritano Augusto Mola. È la terza ge- nerazione di maestri nella lavorazione dell’argilla in una linea di continuità iniziata un secolo fa con il nonno, il celebre Alessandro, negli anni ’30 e proseguita con suo padre Stelio. Nella sua bot- tega Augusto Mola ha appreso da bambino saperi e tecniche. Le raffinate “testine con cuffietta di Desulo”, dall’incarnato del volto porcellanato che Mola senior realizzò attorno agli anni ’30 è solo una delle ispirazioni che hanno dato vita alle sue opere e alla serie “Le Sospese” omaggio alle figure femminili di Desulo, Ittiri, Atzara, Ollolai, Orgosolo, Seui, Cagliari.
Hanno linee sinuose, essenziali, stilizzate, quasi alleggerite da carichi e fardelli atavici. L’identità sarda è solo evocata per lasciare spazio al gusto moderno di una nuova epoca, mantenendo intatte sacralità e purezza. Il microcosmo artistico di Mola junior, ceramista, modellatore, disegnatore e ritrat- tista è un trionfo di busti, figure intere, profili femminili dove il tratto artistico è riconoscibile nella sua forma, nella sua poetica e nella sua visione futuri- sta. Sculture iperrealistiche sospese nello spazio e nel tempo.
BAM: designer e artigiani

Imetalli sono i materiali degli esordi di BAM, acronimo di Bottega Artigiana Metalli. È stata fondata a Nuoro nel 2008 da Tonino Bruno, fabbro di terza generazione, insieme ai figli Vittorio e Andrea. Un’impresa familiare che da tempo parla un linguaggio contemporaneo e fa dialogare la cultura del fare artigiano con il design e l’arte. I loro oggetti e complementi d’arredo sono creati anche con legno, sughero, ceramica, tessuti, pelletteria, vetro. “Lavori fatti da designer che si sporcano le mani e da artigiani che le mani le fanno pensare”. Il lavoro di BAM si sviluppa tra officina e progettazione, dove il fare diventa parte integrante del processo creativo. Progettazione, ricerca sui materiali e lavorazione artigianale convivono all’interno del loro lavoro. Madie, tavoli, specchi, contenitori e oggetti d’arredo sono frutto di antiche sapienze, reinterpretate con uno sguardo rivolto al presente e al futuro. La cassapanca sarda, i segni della cultura materiale, i motivi intagliati e la forza dei materiali locali diventano forme nuove, pensate per abitare spazi contemporanei, mantenendo il legame e il rispetto per le radici.
Le spose di Laura Podda
TRA ANTICHI RICAMI E MODERNITÀ
Nel suo atelier crea abiti da sposa e da cerimonia fatti di ricami, tulle lavorati artigianalmente, broccati, sete, orbace, preziosi dettagli e richiami ai costumi tradizionali sardi. Ma con una cifra elegante e contemporanea. Uno dei suoi abiti più iconici, un raffinato vestito bianco decorato con roselline e mughetti dal Sarrabus ha varcato l’oceano per essere ammirato a New York. Le sue creazioni di alta sartoria raccontano una sapienza artigianale femminile raffinata e senza tempo, pezzi unici cuciti su misura, frutto di una visione personale ma strettamente legata alla Sardegna, ricerca, sperimentazione, connessione con le radici e uno sguardo verso il mondo. C’è come un filo di continuità tra la sua arte artigiana e quella di Francesca Sanna Sulis, pioniera dell’imprenditoria femminile europea, storica figura di Muravera che nel Settecento portò la seta sarda nelle corti europee, contribuendo a diffondere il prestigio della manifattura isolana ben oltre i confini dell’isola. Gli abiti di Laura Podda sono esposti nel suo nuovo atelier e anche all’interno del MIF – Museo dell’Imprenditorialità Femminile nel centro storico di Muravera.
sartoriasorellepodda.it
I MICROCOSMI MATERICI di Luciano Melis
Il segno artistico di Luciano Melis tra dipinti, sculture e ceramiche vive nei suoi microco- smi materici. Superfici in legno o tela abitate da incisioni, monoliti grafici in chiaroscuro e cromatici tra geometrie e “disegno a mano libera”. Frammenti di terra, pietra, acciaio, pedine di un puzzle da costruire, danno vita a paesaggi fisici e interiori. Disegna trame dense di simbolismi che rievocano luoghi e culture l’artista originario di Pula. Pezzi di mondo restituiti in ordine sparso, lasciando a ognuno la libertà di disporli. Scarti di lavorazione, materiali di riciclo sono gli ingredienti delle sue opere. In “Passanti”, Melis ha trasformato uno spazio bianco in una sorta di tela tridimensionale, popolata dai frammenti in legno di una barca e dove gli oc- chi dei passanti disorientati e sballottati cercano di conquistare spazi di movimento e sprazzi di luce. C’è un dialogo tra spazio urbano nelle opere dove pale lignee cromatiche si stagliano su uno sfondo pittorico a formare uno skyline. Per Melis ogni scarto è vita, ogni frammento è forma, ogni superficie ha in sé una traccia, ogni passaggio lascia un segno.
Laboratorio Tessile Corona di Muravera
DA ANTICHI E MODERNI TELAI RAFFINATE CREAZIONI
Tre sorelle unite da una grande passione, quella per la tessitura. Flaviana, Simona e Sandra Fanunza guidano il laboratorio Tessile
Corona di Muravera, sulla costa sud orientale della Sardegna. Un’impresa familiare dove l’approccio artigianale prende le mosse da antichi e preziosi saperi reinterpretati con competenza e originalità. Lo studio artigiano lo ha aperto nel 1976 la mamma, Barbarina Corona affiancata da sua sorella Antonia, abili ed esperte tessitrici. Nel 2002 le tre sorelle ne assumono la guida. Nello studio fanno bella mostra antichi telai di ginepro accanto ad altri più moderni. Le tre artigiane con il loro tocco personale uniscono, memoria storica e sguardo moderno per creare tappeti, copriletti, tende, cuscini, asciugamani e tovagliati di fine fattura mantenendo però intatta la tradizione tes- sile locale. Da qui una serie di manufatti raffinati, impreziositi dai tipici e delicati disegni e le sfuma- ture di colore, realizzati preservando le principali tecniche e i motivi decorativi. Passione, cura dei dettagli, alta qualità dei filati naturali, lino, cotone e lana di pecora e maestria sono alla base di tutte le loro produzioni in vendita oltreché nel laboratorio, anche nello showroom, “Il telaio di Fanunza”, nella centrale via Roma di Muravera.



