La penisola del Sinis, tesoro di bellezza per viaggiatori raffinati

 

 

La penisola del Sinis, sulla costa occidentale della Sardegna, è un luogo dove natura, storia e tradizioni si intrecciano in un equilibrio armonioso. Il territorio si svela in un susseguirsi di paesaggi incantevoli, tra spiagge straordinarie come Is Arutas e Mari Ermi, scogliere e lagune popolate da fenicotteri rosa e altre specie protette.

Il sito di Mont’e Prama, dove sono stati ritrovati i celebri “Giganti”, la città punico-romana di Tharros e alcune antichissime chiese sono i tasselli fondamentali di uno straordinario panorama culturale. Lo stagno di Cabras, oltre a essere un importante ecosistema, è legato alla pesca del muggine e alla produzione della rinomata bottarga. Altri prodotti tipici, come il ben noto vino Vernaccia e i carciofi, narrano di un’identità locale profondamente legata alla terra.

I Giganti di Mont’e Prama e il Museo Civico di Cabras

 

 

Ancora oggi oggetto di studio, i misteriosi Giganti di Mont’e Prama costituiscono uno dei più straordinari ritrovamenti dell’archeologia del Mediterraneo da quando, nel 1974, sul colle di Mont’e Prama furono portati alla luce numerosi frammenti di statue di guerrieri, alte anche due metri, forse realizzate per marcare una necropoli riservata a una élite della Prima età del ferro. Il lavoro di restauro ha evidenziato lo stile unico e la cura dei dettagli con cui le sculture furono eseguite, forse tra il IX e l’VIII secolo a.C.: occhi magnetici, capelli intrecciati, corazze, bracciali, schinieri. Alcune statue ricostruite sono esposte al Museo archeologico di Cagliari e al Museo Civico “Giovanni Marongiu” di Cabras. Quest’ultimo,oltre ai Giganti custodisce i reperti di Tharros, del sito neolitico di Cuccuru Is Arrius, delvillaggio nuragico di Sa Osa e il relitto di una nave romana rinvenuto nelle acque di Mal di Ventre.

Il santuario di San Salvatore e la chiesa di San Giovanni di Sinis

 

 

In direzione del Capo San Marco è d’obbligo una sosta al santuario di San Salvatore, uno degli esempi più caratteristici di novenario in Sardegna. La chiesa, circondata dalle case dei pellegrini, fu edificata nel XVII secolo sopra un ipogeo del IV secolo d.C., a sua volta realizzato su un sito di culto di età romana. La festa di San Salvatore, celebrata tra agosto e settembre, è caratterizzata dalla “Corsa degli Scalzi”, una particolare processione durante la quale centinaia di uomini di Cabras, di corsa e a piedi nudi, trasportano il simulacro del Santo da Cabras a San Salvatore e viceversa.

All’ingresso del Capo San Marco, la chiesa di San Giovanni è uno dei monumenti di culto più importanti del Sinis, edificato in età bizantina nel VI-VII secolo. Dell’edificio più antico restano il corpo cupolato e i bracci trasversali; il resto fu modificato in formeprotoromaniche. Un raro fonte battesimale paleocristiano è il segno dell’antica spiritualità che permea ogni pietra di questo luogo sacro.

La città punico-romana di Tharros e la torre spagnola di San Giovanni

 

Sulla costa orientale del Capo San Marco si trovano i resti della città punico-romana di Tharros, uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo. Fondata nel VII secolo a.C. in un sito già frequentato dai Nuragici, Tharros raggiunse una notevole importanza nel V-IV secolo a.C. con i Punici e cambiò aspetto nel II-III secolo d.C. in età romana. È un luogo dove le vestigia delle antiche civiltà si fondono armoniosamente con i paesaggi marini emozionanti. E passeggiare tra le rovine dei templi e delle terme immersi fra i profumi dellamacchia mediterranea e il vento che porta le voci di tempi lontani è un’esperienza sensorialeindimenticabile.

 

 

Sulla sommità della collina che sovrasta i resti di Tharros si erge la torre di San Giovanni, una tra le più imponenti fortificazioni costiere del golfo di Oristano; costruita tra il XV e ilXVI secolo, sui resti di un probabile nuraghe e una torre punica, per difendere la costa dalle incursioni piratesche, è segno dell’importanza del colle come punto di vedetta a protezione delle ricche terre del Sinis fin dall’antichità.

 

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