I murales della Sardegna: quando l’arte racconta la storia

 

Un elemento distintivo degno di attenzione della Sardegna moderna sono i murales, forma d’arte pubblica nata alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso e che oggi in alcuni paesi come Orgosolo richiama visitatori da tutto il mondo. Pur collegandosi al movimento muralista messicano degli anni Trenta, il muralismo sardo si è sviluppato con caratteristiche proprie legate alle specificità culturali e sociali. Tutto iniziò nel 1968 nel paese di San Sperate dove l’artista Pinuccio Sciola e un gruppo di amici cominciarono a dipingere i muri esterni delle case con scene della vita quotidiana e rappresentando le tensioni politiche dell’epoca. Qualche anno dopo, altri paesi si distinsero per una ricca produzione muralistica, in particolare Orgosolo, dove in seguito ad alcuni eventi sociopolitici i murales divennero una maniera di esprimere la rabbia e la lotta per i diritti di tutti.

Con il tempo e il venir meno delle tensioni sociali, dai soggetti di carattere politico si passò a rappresentazioni più decorative e alla celebrazione della civiltà pastorale e quotidiana. Gli stili spaziano dal realismo al naif, dall’impressionismo all’iperrealismo. tecnica maggiormente impiegata per la realizzazione dei murales sardi è da sempre quella delle vernici ad acqua, spesso acriliche, che, pur offrendo colori vividi risultano sensibili al deterioramento, caratteristica che ha dato origine a due visioni: da un lato, c’è chi ritiene che i murales debbano essere lasciati svanire per trasformarsi in memoria collettiva; dall’altro, c’è chi sostiene l’importanza del restauro per preservarli come testimonianza storica e culturale della comunità.

Negli ultimi decenni, la Sardegna ha visto un rinnovato interesse per il muralismo che si avvicina alla street art, con artisti locali e internazionali che hanno portato innovazione e sperimentazione, trasformando i centri urbani in gallerie d’arte a cielo aperto. Diversi paesi, fra cui San Gavino, si sono aggiunti alla mappa dei luoghi da visitare con opere che raccontano storie di cultura, emigrazione e vita rurale.

 

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