
Staccare dalla città stando in città per una gustosa esperienza pied dans l’eau. Assaporare, accompagnati dallo sciabordio delle onde, il polpo alla Silvana servito con la tipica salsa “scabecciu”, lo storico “CalaMosca 1952”, a base di bottarga e zafferano, ancora ostriche, aragosta, tartare, crudi, coi profumi del pesce fresco esaltati da quelli del mare.

Ha la sagoma di una nave in partenza Cala mosca, il ristorante gestito dai fratelli Matteo, Alessandra e Massimiliano Porcu a Cagliari, assieme alle Terrazze per colazione e aperitivo e il beach bar. Si affaccia sull’ omonima e deliziosa insenatura riparata dai venti tra il Golfo degli Angeli e il Faro di Capo Sant’Elia, il ristorante con le sue due ampie terrazze adatte per cerimonie e feste e spazi di intimità.

Lo chef Michele Ferrara, alla guida di un giovanissimo motivato staff, crea quel filo di continuità col fascinoso contesto paesaggistico. Nelle sue ricette fa rivivere la tradizione sarda con una veste contemporanea.
Grandi classici rivisitati e proposte originali dove si percepisce un amalgama di gusti piacevole e si distinguono gli ingredienti di qualità. Ha una storia affascinante, il Calamosca e ha come protagonista un marinaio, Vittorio Porcu. Nel 1952 dá vita a una terrazza affacciata sulla baia di Calamosca.
Punto di riferimento della Cagliari di un tempo, tappa del dopo partita del glorioso Cagliari dello scudetto di Gigi Riva, un decennio prima aveva ospitato personaggi del jet set e perfino l’Aga Khan, affascinato da tanto scenario da sogno. 73 anni dopo il ristorante si affaccia ancora sul Golfo di Cagliari, con tutto il suo incanto, col sole del mattino e il chiaro di luna la sera. Amore per la cucina e per l’ambiente con la Fondazione Calamosca, presieduta da Silvana Lenzu, madre dei fratelli Porcu, ex stella del Cus Cagliari e della nazionale di basket. “Dalla pulizia della spiaggia a quella dei sentieri che giungono al capo di Sant’Elia, alle azioni antispreco a tavola, portiamo avanti una serie di iniziative legate all’ambiente e alla sostenibilità per la salvaguardia e il decoro della Baia del Faro”, spiega Matteo Porcu.

Dopo il pranzo una piacevolissima bellissima passeggiata dal ristorante omonimo conduce a Cala Fighera, con tanto di panchine lungo la ringhiera per godere del panorama con vista del mare a strapiombo.



