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TOUR DEI NURAGHE, I CINQUE SITI ARCHEOLOGICI DA NON PERDERE

Le oltre settemila torri di pietra che punteggiano il territorio sardo testimoniano la straordinaria importanza e l’unicità che la civiltà nuragica, ancora

parzialmente avvolta dal mistero, ha avuto nella storia degli antichi popoli del Mediterraneo e della Sardegna a partire dal 1800 a.C. Con un itinerario coinvolgente andremo a scoprire i 5 siti nuragici più affascinanti, quelli che proprio non puoi fare a meno di vedere se scegli l’Isola per le tue vacanze. Il nostro viaggio alla scoperta delle meraviglie millenarie lasciate in eredità dalla civiltà nuragica parte nel Nord-Est della Sardegna dalla Valle dei Nuraghi. Si tratta di un’ampia area situata nella sub-regione storica del Logudoro-Meilogu nella quale sono concentrati numerosi insediamenti preistorici. Il complesso monumentale di Santu Antine nel comune di Torralba sorge al centro della piana di Cabu Abbas ed è quanto di meglio possa offrire la Valle dei Nuraghi: costruito circa nel 1500 a.C., svetta con la sua torre centrale che in origine era alta 25 metri. Enormi blocchi di basalto murati a secco costituiscono anche le tre torri minori a protezione di quella principale. Ai piedi della fortificazione ci sono i resti di un villaggio nuragico fatto di 14 capanne circolari, solo in parte messo in luce dagli scavi. Si tratta di un autentico gioiello dell’architettura nuragica. Se vi trovate in vacanza ad Alghero fareste bene a dedicare un paio d’ore per visitare il complesso nuragico Palmavera, posto sull’omonimo promontorio all’interno del Parco di Porto Conte. I resti di una cinquantina di capanne circolari contornano il possente corpo centrale della struttura che è formata da due torri principali costruite in epoche diverse. La breve distanza dal mare rende il contesto di questo antico villaggio di quasi 4mila anni fa ancora più suggestivo e irripetibile. Per la terza tappa dell’itinerario nuragico dobbiamo discendere verso Oristano. A un chilometro dal centro abitato di San Vero Milis ecco il nuraghe S’Urachi (o S’Uraki), secondo per dimensioni solo al nuraghe Arrubiu di Orroli. Si tratta di una delle testimonianze più importanti e prestigiose dell’età nuragica in Sardegna con una torre principale di 10 metri di diametro e altre 4 adiacenti. Nella zona archeologica sono tuttora in corso degli scavi che stanno riportando alla luce altre aree del villaggio che ne denotano l’imponenza e la complessità. Ci spostiamo ora più a sud, nel Sulcis Iglesiente, sul versante sud-occidentale dell’Isola. Qui, nel territorio di Gonnesa fra mare e miniere, si trova il complesso nuragico di Seruci, una vera e propria casa-fortezza preistorica formata da mura, torrioni, una tomba dei Giganti e un villaggio di oltre cento capanne. La fondazione risale a circa 3500 anni fa ma l’area ricca di argento, piombo, rame e zinco attira presto l’interesse di fenici e punici. Dulcis in fundo. L’ultima tappa del tour fra i siti nuragici più belli è a Barumini, nella regione storica della Marmilla, dove si trova l’esemplare più maestoso e meglio conservato. Il complesso nuragico di Barumini, fra i 54 siti italiani annoverati dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, è un’importante testimonianza di come la civiltà nuragica abbia saputo utilizzare in modo fantasioso e innovativo i materiali e le tecniche costruttive dell’epoca. Il villaggio è dominato da un maestoso nuraghe centrale detto Su Nuraxi (il nuraghe), da cui deriva anche il nome del complesso, alto circa 18 metri e circondato da un recinto composto da quattro torri laterali unite da mura. All’interno della torre centrale, che conserva intatti entrambi i piani, si trova un cortile a mezzaluna con un pozzo profondo 20 metri. Intorno sorgeva un grande villaggio costituito da capanne a pianta circolare.

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